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Il bostrico

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È arrivato Borix, il bostrico!

Borix é un nuovo libretto che vuole spiegare alle ragazze e ai ragazzi di età compresa tra i 9 e i 12 anni, come funzionano i cicli della natura e informare sulle conseguenze che avrà la diffusione del bostrico.

Leggi il libretto online oppure scaricalo qui 

...disponibile anche in ladino (pdf) e in badioto (pdf)

E ora buon viaggio con Borix!

Grafica decorativa

Il bostrico tipografo dell’abete rosso (Ips typographus) è la più importante avversità biotica dell’abete rosso, di cui causa la morte interrompendo il flusso della linfa elaborata. Normalmente attacca singole piante indebolite; le piante sane reagiscono con successo a normali attacchi con l’emissione di resina; condizioni favorevoli possono però determinare la pullulazione di questo insetto. La pullulazione del bostrico può essere determinata da:

  • abbondanza di substrato nutritivo a seguito, per esempio, di schianti da vento o da neve; queste sono di fatto le condizioni di molti dei nostri boschi dopo Vaia e i successivi schianti da neve.
  • andamento climatico favorevole allo sviluppo dell’insetto (temperature miti e scarsità di precipitazioni).

Gli eventi estremi accaduti negli ultimi anni nei nostri boschi hanno creato le condizioni ideali per l’avvio di una pullulazione del bostrico su vasta scala.

Misure contro il bostrico

Attività di prevenzione
Attività di monitoraggio e rilievo
Attività di gestione selvicolturale
Antagonisti naturali del bostrico
Attivitá di ricerca
Attività informativa

Sovvenzioni e misure di sostegno

I nostri servizi

Domande e risposte sull'attacco del bostrico

Le piante con la chioma bruna-rossiccia vanno abbattute e rimosse dal bosco per prime; sotto la loro corteccia è molto probabile che ci siano coleotteri adulti svernanti, pronti a volare ai primi tepori primaverili. Piante dalla chioma grigia, invece, sono state vittime di attacchi precedenti e non costituiscono più un habitat adatto al bostrico. Non c'è dunque alcuna urgenza di rimuovere questi alberi; al contrario, essi possono avere un'importante funzione protettiva nei boschi di protezione, motivo per cui è da valutare caso per caso se lasciare deliberatamente in piedi queste piante. In combinazione con l’abbattimento lungo le linee di livello e il rilascio di ceppaie alte, è possibile mantenere un efficace effetto protettivo.

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Gli adulti di bostrico portano con sé sul loro esoscheletro pezzi di ife di un fungo con cui infettano il substrato nella loro attività di scavo. Tale fungo, che cresce a spese delle cellule di riserva della pianta (amido e altri polisaccaridi), è necessario per la predigestione del substrato stesso, ed è lo stesso che provoca l’azzurramento della parte più esterna del legno (alburno). L’azzurramento non provoca alterazioni nelle proprietà meccaniche del legno, che infatti si può impiegare senza limitazioni. 

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Nel caso di attacchi su estese superfici occorre aver ben presente la funzione protettiva del bosco. Nel caso di boschi posti a difesa di infrastrutture o insediamenti, la rimozione sistematica di piante bostricate è da evitare. Fanno eccezione i casi di piante che minaccino direttamente case o infrastrutture; in questi casi bisogna rilasciare la ceppaia alta. Le situazioni vanno comunque valutate individualmente e sul posto, assieme al Servizio forestale.

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La Forestale non fa “tagli preventivi” di piante sane che potrebbero essere attaccate dal bostrico in futuro. Una misura del genere non ha senso, poiché non è possibile anticipare il comportamento dei coleotteri. Inoltre, la rimozione di alberi sani non rallenta in alcun modo l'attacco di altri alberi.

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Bisogna fare ogni sforzo per lasciare in bosco meno substrato colonizzabile possibile. Piante schiantate dal vento o dalla neve, così come le piante bostricate, anche quando si tratti di singoli esemplari, devono essere lavorate e rimosse dalla foresta il più rapidamente possibile.

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L’uso di prodotti fitosanitari nei boschi dell’Alto Adige non è ammesso. Il principio attivo non ucciderebbe solo il bostrico, ma anche gli altri insetti, compresi gli impollinatori. Inoltre, il prodotto andrebbe applicato sul fusto di ogni singola pianta, prospettiva non realistica. Infine, occorre pensare che la ricerca della pianta ospite da parte del bostrico dura in genere un giorno, dopodiché l’insetto resta sotto corteccia per il resto del suo ciclo, restando di fatto protetto da ogni trattamento. In alcuni stati centroeuropei si usano prodotti fitosanitari a scopo preventivo sulle cataste in bosco, ma la maggior parte degli stati negli ultimi anni ha preso le distanze da questa pratica.

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Strategie nella lotta contro il bostrico

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