Ingegneria naturalistica
Per ingegneria naturalistica si intende un insieme di tecniche costruttive che sfruttano conoscenze biologiche, ecologiche e paesaggistiche per il consolidamento e la manutenzione di scarpate, versanti, rive e argini rispetto a fenomeni erosivi. Fondamentale è che le piante, o parti di esse, vengano utilizzate come materiale vivo che, crescendo e interagendo con il suolo e con il substrato roccioso, genera un effetto di consolidamento duraturo nel tempo. Nelle fasi iniziali è spesso necessario l’impiego congiunto con materiali inerti.
In determinate situazioni le tecniche di ingegneria naturalistica offrono, se applicate correttamente, efficacia paragonabile alle tecniche tradizionali con materiali inerti. I popolamenti arbustivi che si generano non solo soddisfano le esigenze tecniche di consolidamento, ma svolgono anche funzioni estetico-paesaggistiche e soprattutto ecologiche.
Le tecniche di ingegneria naturalistica derivano da antiche tecniche di lavoro tradizionali, evolutesi mediante l’esperienza. Negli ultimi decenni sono stati condotti numerosi studi scientifici sull'efficacia, efficienza, applicabilità, cura e manutenzione. Di particolare importanza è il tema della scelta e della produzione di specie tecnicamente idonee e l’utilizzo di piante autoctone o compatibili con le condizioni locali.
Le tipologie principali di interventi di ingegneria naturalistica consistono in:
- Rivestimenti e rinverdimenti;
- Stabilizzazione di versanti;
- Stabilizzazione di sponde;
- Metodi combinati.